CONFIENZA(PAVIA) NELLA FOTO CARLOTTA PIGNATTI,PRESIDENTE DI PELLAN,FOTOGRAFATA NELLE RISAIE. PH ANDREA PAVESI

Come sarà e ci sarà poi una ripartenza?
Ci diciamo tutti che il mondo sarà diverso, ma come?

I giornali inglesi si interrogano su “who will be winners and loosers in new world order”?

“Andrà tutto bene, the Italians have taught us to think, but in truth, will everything be better the day after?
Yet world leaders, diplomats and geopolitical analysts know they are living through epoch-making times and have one eye on the daily combat, the other on what this crisis will bequeath the world. Competing ideologies, power blocs, leaders and systems of social cohesion are being stress-tested in the court of world opinion.”

(The Guardian).

Quel che è certo è che le parole della generazione Millennials – sostenibilità e circolarità – , le nostre parole d’ordine, diventeranno sempre più le parole dell’avvenire, dopo che questo “tempo sospeso” ci avrà riconsegnato a una nuova quotidianità.

Mai come ora sono convinta che i pilastri su cui Pellan Italia ha puntato, saranno le fondamenta del nostro futuro. Sostenibilità e innovazione sono idee figlie del presente, chiavi di volta per la nostra generazione di Millennials e già parte del DNA della “Generazione Z”, gli adolescenti di oggi.

Certo il tempo della quarantena va al rallentatore, ma con spirito camaleontico, per quanto possibile, noi non ci siamo fermati. Pensiamo agli smartworkers, agli zoomers, agli imprenditori che si stanno interrogando sui cambiamenti e le ripercussioni post-virus dei mercati ( e stanno valutando le possibili trasformazioni per farvi fronte). Pensiamo a noi stessi che in questo tempo ci stiamo interrogando su ciò che davvero conta per noi, su cosa dovremmo cambiare, migliorare, abbandonare.
Ho approfittato di questi giorni, tra uno Zoom e l’altro, per ripensare allo stato delle diverse attività che impegnano Pellan Italia, il Gruppo di imprese che presiedo. Ma anche per approfondire alcuni aspetti legati al nostro business e a un mio sogno nel cassetto.

Certo lo spazio comincia a farsi stretto.. La vita è diventata un mix di pubblico e privato perché gli spazi delle nostre abitazioni sono attraversati ora dalla dimensione pubblica della comunicazione a distanza, scandita e ritmata dai turni di nuove conversazioni on line. È il trionfo di Zoom e dell’Information Technology.

Ma certo non posso lamentarmi. Ai pensieri e alle preoccupazioni per il blocco delle produzioni cerco di reagire con l’energia del pensare-a-dopo.

Passo da una conference-call all’altra. Penso alle aziende del Gruppo, quelle ferme e quelle no, a come rendere questo tempo sospeso un tempo comunque ricco di progettualità. È anche l’occasione per mettere ordine, per ripensare a tutto ciò che nella quotidianità resta confinato nella nostra waiting list.

Questa voglia di positività poi mi fa incontrare nuovi amici, nuovi compagni del viaggio della sostenibilità.

Grazie a Claudia Laricchia, head of Institutional Relations and Global Strategic Partnership del Food Future Institute, ho potuto conoscere Chiara Cecchini. Di lei avevo letto una bella intervista sul Corriere in cui illustrava la sua attività indirizzata alla riduzione, al recupero ed al riciclo degli scarti dell’industria agroalimentare: per me, la persona giusta. E Claudia mi ha messo in contatto con lei, che si è trasferita a San Francisco. In due call ( l’ultima di pochi giorni fa cui si è aggiunta Sara Roversi fondatrice di Future Food) abbiamo cominciato a tracciare una road map di collaborazioni attorno al mondo del riso, della Cascina Kyrie in Lomellina di proprietà della mia famiglia. Soprattutto sul versante dell’economia circolare: Pellan Italia sta infatti lavorando al ri-uso degli scarti del riso per produrre materiali interessanti la bio-edilizia ( e il futuro delle “nuove” abitazioni richiederà un forte ricorso a questi materiali). Aggiungo per completezza: sapevate, ad esempio, che da 1 tonnellata di riso derivano: 200kg di lolla, 70 kg di pula? E pensate poi che questi scarti ad oggi o vengono interrati o bruciati o spesso nemmeno rimossi dai campi. Risorse che, se riutilizzate, potrebbero promuovere appunto una valorizzazione della filiera e rappresentare un esempio virtuoso di sistema di economia circolare. Considerando poi che la produzione mondiale di riso ammonta, dalle stime 2018 della FAO, a circa 780 milioni di tonnellate. Insomma provate a fare due calcoli.
Gli scarti di riso interessano anche una prospettiva nel settore della cosmesi. E per quanto i tempi scoraggino questo tipo di attenzioni, molte donne ancora sottovalutano il potenziale di rischio per la nostra salute veicolato purtroppo da molti prodotti della nostra cura del corpo.

Restando in tema: vorrei contribuire alla costruzione di un’Academy italiana sul riso e sulla coltura, con il supporto di studiosi e ricercatori.

Una settimana fa ho partecipato anche ad una Conf call operativa per la progettazione del museo multimediale che stiamo rivisitando, sempre a Kyrie, nella bellissima cascina seicentesca ( tra l’altro teatro di alcune riprese di “Riso amaro” uno dei capolavori del neorealismo italiano).

È importante che il futuro delle attività di Pellan passi anche attraverso un brainstorming di persone giovani, dotate, con una visione fresca e internazionale. È cruciale che il new standard del fare impresa dipenda anche da coinvolgimenti esterni, con lungimiranza e nuovi stimoli. La mia, la nostra responsabilità è grande, e voglio dare uno slancio ampio e costruttivo al futuro del Gruppo.

E proprio guardando al futuro non è mancata l’occasione in questi giorni di pensare al Grafene, il materiale bidimensionale prodotto da BeDimensional, uno spin off dell’Istituto Italiano di Tecnologia, su cui Pellan ha investito una somma importante nel 2019. Stiamo riconsiderando la sua comunicazione ( il sito, in particolare) e come sempre la revisione delle sue piattaforme porta con sé una riflessione su chi siamo e su dove vogliamo andare. Proprio l’1 di aprile, del resto, il laboratorio di BeDimesnional si è popolato di nuovi ricercatori. Sono stati da poco siglati accordi di ricerca importanti, nel settore delle batterie e dell’automotive. E anche qui si va in direzione della sostenibilità.

E poi vorrei dirvi delle mascherine a Cormons. Sì perché nello stabilimento Fiscatech di Cormons abbiamo iniziato la produzione di mascherine da un nostro tessuto-non-tessuto. È un prodotto di “prima difesa” ancora in attesa di certificazione ( non è semplice trovare risposte tempestive in tal senso, purtroppo in Italia) che distribuiamo anche alla Protezione Civile in Friuli.

E poi i podcast. Che cosa c’entrano vi chiederete? Cerchiamo sempre nuove o vecchie forme del comunicare. E oggi stiamo pensando ai podcast per migliorare la nostra comunicazione.

Sono stati giorni intensi di Smart job, come vedete. E non è finita.

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